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Domande frequenti sull'isolamento termico con insufflaggio

Che cos'è la fibra di cellulosa?

La fibra di cellulosa è un materiale naturale ricavato dal riciclaggio della carta di giornale di prima qualità. Viene estratta mediante un processo a bassissimo impatto ambientale. Alla cellulosa, di cui sono note da millenni le proprietà isolanti, vengono aggiunti minerali e sali di boro, per conferire proprietà di inibizione della fiamma e di imputrescibilità ed inalterabilità nel tempo. Insomma, la fibra di cellulosa è un materiale ECOLOGICO e, grazie alla sua struttura a fiocchi, è estrememente VERSATILE.

ISOSERVICE di Piva Emanuele

È un materiale tossico o nocivo?

Il materiale non è tossico, non contiene nessun additivo o sostanza controindicata, inoltre non è nocivo in alcun modo e non è irritante per la pelle, anzi, è gradevolmente morbido e caldo al tocco.

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Come avviene l'insufflaggio del prodotto?

Le aziende specializzate e licenziate, come la nostra, introducono le fibre di cellulosa nelle cavità  ed in ambienti aperti tramite speciali macchine soffiatrici.

Tale procedura viene tipicamente effettuata praticando dei fori nel muro fino ad arrivare alla zona da riempire (intercapedini).

Qualora necessario, il foro verrà richiuso immediatamente una volta concluso l’intervento. Durante il processo tali fibre si compattano, formando un strato isolante continuo, senza giunti e senza nessun assestamento.

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Quale spessore ci garantisce un discreto miglioramento come isolamento dal freddo/caldo mantenendo le impostazioni di riscaldamento usuali?

Nel periodo invernale, non c’è un miglioramento in termini di temperatura interna, se la gestione del riscaldamento è affidata ad un termostato (a meno che l’obiettivo di temperatura non lo si riesca a raggiungere, allora in quel caso ci si arriva facilmente), il quale raggiunta la temperatura fissata disattiva tutti i sistemi preposti. Ciò che cambia radicalmente è la quantità di energia necessaria per raggiungere quella temperatura.

Posso dirvi un valore percentuale sulla base di quanto riferito in lavori svolti, il beneficio varia dal 30 al 50% in meno sui consumi, a parità di benessere domestico soggettivo. La variazione dipende da tre elementi: dalla struttura dell’edificio, dallo spessore dell’isolamento e dalle abitudini di conduzione dell’appartamento.

I parametri di isolamento estivo ed invernale sono diversi. Entrando leggermente nel tecnico, si parla di trasmittanza per l’inverno ed irraggiamento per l’estate.
In sostanza un buon isolamento invernale, con buona trasmittanza, non automaticamente è efficiente anche d’estate.

Tutti i materiali sintetici polimerici (poliestere espanso noto come polistirolo, poliuretano, ecc.), sono buoni isolanti invernali, ma scarsamente efficaci d’estate. Ciò a causa della bassa massa specifica e della ridotta densità, si riscaldano con l’irraggiamento in tempi rapidi (sfasamento termico). Il vantaggio principale dell’isolamento per insufflazione è che possiamo raggiungere gli spessori desiderati senza difficoltà e velocemente, premiando sia l’isolamento invernale, dato dalla buona conducibilità del materiale, che quello estivo in quanto, per effetto dello spessore applicato, il materiale si compatta per natura e peso proprio, aumentando via via la densità specifica e garantendo un sempre migiore sfasamento termico.

Lo spessore che personalmente reputo ottimale in termini di resa, sia estiva che invernale, rapportata ai costi, è di 30 cm. Posso dire di avere applicato, quando mi è stato richiesto, anche 50 cm.

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Dovrete riempirmi l'edificio con materiali ed attrezzature?

No, per niente, i nostri esperti arrivano col proprio autocarro contenente macchina soffiatrice e materiale, che è caricato unicamente nella macchina. Viene così portato all’interno solo il tubo di insufflaggio, che giunge ove necessario senza lasciare traccia.

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Chi garantisce che rispecchi davvero tutte le indicazioni da voi riportate?

L’omologazione è secondo lo standard ETZ ETA – 06/0076 e il controllo di qualità esterno viene eseguito da OiB (Istituto Austriaco Costruzioni Edili).

Questo per quanto riguarda la fibra di cellulosa da noi utilizzata. Ma tutti i prodotti proposti sono accompagnati da schede di conformità di laboratorio relative alle caratteristiche del materiale.

La conformità applicativa è garantita dall’applicatore, che la deve dare in virtù della propria esperienza. Purtroppo, a meno di entrare direttamente negli spazi più angusti tra masse di isolante posato (sottotetti), di forare pareti random per verificare la completezza del riempimento (intercapedini), non c’è modo di sapere se una applicazione è stata eseguita correttamente o meno, a prescindere da dichiarazioni di conformità esecutiva.

Deve instaurarsi un rapporto di fiducia tra Committente ed applicatore. Per questo motivo mi presento quasi sempre personalmente per valutare un intervento e poi per realizzarlo, evitando, quanto più possibile, di demandare tale rapporto ad impreparate figure “commerciali” il cui unico obiettivo è  acquisire la “commissione “.

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Come scelgo il materiale più adatto alle mie esigenze?

Mi sento di dire che non c’è un materiale per insufflaggio migliore di un altro. Ognuno ha le proprie caratteristiche di isolamento estivo ed invernale.

Nelle applicazioni in intercapedini, trattandosi il più delle volte di spessori limitati (4-10 cm.) , le differenze prestazionali sono minime in termini teorici. Posso solo dire che la cellulosa di legno, per quanto riguarda l’irraggiamento (isolamento estivo), ha una massa molto elevata rispetto agli altri proposti. Ma, proprio in virtù di tale massa, il quantitativo di prodotto necessario alla saturazione è altrettanto elevato, con aumento dei costi, a volte anche significativo.

E’ il Committente, che fruisce della abitazione in tutte le stagioni, a conoscere le principali criticità dell’involucro, e, sulla base di questo, può prendere la decisione a lui più congeniale. Noi possiamo solo consigliare e lo facciamo a seguito proprio del benesere domestico da raggiungere. Non è improbabile utilizzare materiali diversi a seconda dell’esposizioni. Pareti esposte a sud necessitano di maggiore protezione estiva, viceversa per quelle esposte a nord.

Per quanto riguarda i sottotetti vale lo stesso principio, ma cambiano le prospettive per isolamento estivo. I materiali leggeri lo sono ancora di più se applicati in stesura libera (sottotetti) con densità più basse, quindi bassa capacità termica, meno efficaci in estate. Ma una buona ventilazione del sottotetto, anche forzata, può sopperire a questa criticità. Vale sempre il principio che è chi usufruisce dell’unità abitativa a conoscerne i limiti.

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Come faccio se ho il timore degli incendi?

I materiali che utilizziamo, tutti i materiali in generale per isolamento, rispondono a due carettiristiche, in base ad una tabella specifica.

Materiali in Classe A : sono tutti i materiali incombustibili. Nello specifico delle proposte che facciamo, fiocco di vetro e lana minerale, sono in questa categoria,

Materiali in Classe B : sono tutti i materiali combustibili, ma che non propagano la fiamma. Ovvero si possono incendiare, ma carbonizzano producendo fumo. E’ il caso della cellulosa di carta e di legno, trattati appositamente. Essendo per loro natura infiammabili, non potranno mai essere in Classe A.

 

La scelta del materiale, però a mio giudizio, non deve basarsi solo su questo aspetto, pur sempre importante.

Nei sottotetti i casi di carbonizzazione sono rarissimi, confrontati al numero di isolamenti con insufflaggio eseguiti a livello europeo. Derivano da un mancato rispetto di regole di base e di buon senso, applicati in vicinanza di canne fumarie utilizzate per stufe a legna, o di impianti elettrici non a norma che vengono coperti. Un piccolo corto circuito, o temperature eccessive (superiori a 150°), sono sufficienti per l’innesco. Semplicemente si possono proteggere le zone a rischio con materassini di lana minerale o di vetro (Classe A).

Nelle Intercapedini il problema non si pone per un semplice motivo. La combustione, che sia fiamma o carbonizzazione, ha bisogno di ossigeno per alimentarsi e, in uno spazio completamente chiuso come l’intercapedine o la controparete, non ce n’è a sufficienza. Oltre al fatto che mancherebbero punti di innesco.

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Nei sottotetti, perchè devo scegliere la tecnica ad insufflaggio e non invece la posa di pannelli o rotoli isolanti?

Apparentemente la posa di pannelli o rotoli di altri materiali (sintetici o minerali) può sembrare meno costosa.

In realtà non è mai così, in quanto, ciò che si deve mettere a confronto, non è il costo in termini assoluti, Ma il costo effettivo a parità di prestazione energetica ottenuta (trasmittanza).

Un materassino di 5 cm, anche posato in doppio strato (10 cm.) può costare forse anche meno di un insufflaggio di 20 cm. (spessore minimo). Ma la prestazione energetica ottenuta è circa la metà. Per questo i costi di applicazione dei diversi materiali in commercio, vanno messi a confronto sulla base di una parità di prestazione. L’insufflaggio risulterà sempre più conveniente.

La stesura, se applicato correttamente, risulterà sempre più uniforme, e, a differenza della posa di pannelli rigidi, non ci sono discontinuità di livello o di giunzioni, che vanificano in parte l’efficacia dell’isolamento. Con l’insufflaggio si crea un materassino continuo senza giunti e punti di dispersione.

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Il sottotetto deve essere pulito, anche da eventuali materiali isolanti giacenti?

No, diciamo che quantità rilevanti di macerie derivanti da lavorazioni varie, sarebbe oppurtuno rimuoverle. Ma questo vale per tutte le tipologie di isolamento.

Materiali isolanti giacenti (i più frequenti, lana di vetro o roccia in rotoli) spesso decaduti o cristallizzati, possono rimanere a deposito e venire sormontati con il nuovo prodotto, che funzionerà ad integrazione dell’esistente senza problemi.

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Come faccio se utilizzo il sottotetto come sgombero?

Si può fare in due modi.

Tendelziamente, per una questione di uniformità, si predispongono delle superfici ad hoc, simili a quello che può essere un pavimento galleggiante, molto regolare, al di sotto del quale viene eseguito l’insufflaggio del materiale scelto.

In alternativa, quando ci sono le condizioni di buona planarità, per la stessa superficie, si possono posare dei pannelli rigidi, in doppio o triplo strato.

Queste lavorazioni hanno un costo che esula dall’insufflaggio in sé, sono definite maggiorazioni di prezzo ed incidono sulla spesa finale.

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Se faccio una controparete o un controsoffitto, perchè devo scegliere l'isolamento per l'insufflaggio?

Questa è una bella domanda!

Ma la risposta è più semplice di quanto sembri. Perchè costa meno ed è più efficiente.

Esistono materiali in pannelli più performanti di quelli utilizzati per l’insufflaggio (vedi, ad esempio, il poliuretano) ed è assolutamente vero, ed è ciò che i progettisti ed i termotecnici cercano. La performance termica!. Ma nel calcolo della trasmittanza finale del pacchetto non tengono mai conto di tutti gli spazi vuoti che vengono lasciati per difficoltà ed imprecisione di tagli, passaggi di impianti, vuoti della struttura di sostegno, e chi più ne ha… Una cosa perfetta e corretta sarebbe costosissima in termini di mano d’opera necessaria, mai realistica. Si “taglia corto” in tutti i sensi, e gli spazi vuoti sono innumerevoli. Se si facesse una media di calcolo tra superfici isolate e spazi vuoti, la trasmittanza finale aumenterebbe drasticamente (e addio legge 10!).

L’insufflaggio nelle intercapedini e contropareti (o controsoffitti) è una tecnica che lavora per saturazione, Si riempie finchè c’è spazio, e, se applicata correttamente, non lascia punti scoperti e vuoti, ed è molto veloce da eseguire. Le strutture di sostegno sono riempite, gli impianti avvolti completamente. Migliore efficienza termica ed acustica.

Il calcolo della trasmittanza con la legge 10 non soddisfa le condizioni? Basta aumentare lo spessore di pochi centimetri (3 o 4, secondo il materiale). Ed è fatta, ovviamente se si può. Ma è comunque meglio e più performante una controparete bene saturata che non rispetta i valori minimi di trasmittanza, che una che li rispetta solo in linea teorica.

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Quanto costa l'isolamento del sottotetto con l' insufflaggio?

Il costo finale è dato dalla somma di due componenti di spesa. Una componente fissa, invariabile, costituita da spostamenti, noli, accantieramento ed altro. L’altra componente, variabile, dipende da alcuni fattori elencati successivamente.

Un sottotetto isolato con insufflaggio, per uno spessore medio di cm. 20, ha un costo medio di 20 € /metro quadrato ( equivalente a € 100,00/mc) con fluttuazione verso l’alto o verso il basso a seconda di alcuni parametri (componente variabile della spesa complessiva).

  • Innanzi tutto la superficie del sottotetto da isolare. Sottotetti di piccole dimensioni possono avere un costo maggiore, e, viceversa, maggiore è la superficie e minore è il costo per metro quadrato.
  • La conformità e la quota del piano del sottotetto possono avere una incidenza. Un sottotetto di facile accesso ha costi inferiori rispetto ad uno costruito con muretti a “nido d’ape” e/o con altezze limitate e difficoltà di accesso.
  • La tipologia di materiale. I materiali che si possono utilizzare per  l’insufflaggio del sottotetto non hanno lo stesso prezzo di mercato.

Seguendo questa analisi, se si aumenta lo spessore dell’isolamento, il costo per metro cubo diminuisce progressivamente, in quanto la componente di spesa fissa viene ripartita su una maggiore quantità di materiale applicato.

In sostanza ogni intervento ha le proprie peculiarità ed è sempre meglio avvalersi di professionisti esperti in grado di sviluppare una offerta dedicata.

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Quanto costa l'insufflaggio delle intercapedini?

Non si può stabilire nemmeno con approssimazione il costo dell’isolamento per insufflaggio delle intercapedini.

Le variabili e gli imprevisti rappresentano una incognita cui bisogna tenere conto in fase preventiva.

Nelle intercapedini il materiale utilizzato per l’insufflaggio ha una incidenza di costo, rispetto al prezzo finale, molto più limitata in confronto all’isolamento di un sottotetto, a prescindere dal tipo di materiale.

Deve essere valutato l’intervento nello specifico, ad esempio se eseguito dall’interno o dall’esterno, la superficie da trattare, spessore dell’intercapedine, accessibilità, quota da raggiungere (piano primo, secondo, …, sesto, ecc, – nei condomini -), mobilità, logistica, tipo di serramento, tipo di muratura da perforare, eccetera… Sono fattori che incidono prevelentemente sui tempi realizzativi, ed in minima misura sul quantitativo e sul tipo di materiale da utilizzare.

Affidarsi ad un professionista esperto per avere una offerta dettagliata è sempre la cosa migliore.

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